I Moai e la fine di Rapa Nui

moaiLe grandi statue dell'Isola di Pasqua hanno da sempre suscitato molta curiosità dando luogo a interpretazioni spesso fantasiose sulla loro origine. I Moai venivano scolpiti in una pietra relativamente tenera nella cava situata nel cratere di un vulcano spento; ; all'interno e all'esterno del vulcano ci sono ancora circa seicento statue, alcune non ancora terminate, i grandi monoliti venivano poi trasportati facendoli scivolare su rulli di legno fino ai centri cerimoniali.
 
L'aumento demografico, lo sfruttamento indiscriminato del suolo, l'abbatimento delle foreste fino alla totale scomparsa degli alberi, furono probabilmente tra le cause che scatenarono i conflitti sociali che portarono alla nuova forma di culto e al nuovo ordine politico. La popolazione era inoltre bloccata sull'isola perché non era più in grado di costruire canoe (gli alberi non c'erano più) ed erano andate perdute le conoscenze che permettevano ai polinesiani la navigazione d'altura.
Nel 1862 la maggior parte della popolazione indigena dell'Isola di Pasqua fu deportata in Cile da trafficanti di schiavi per lavorare nelle miniere di guano. Solo pochi superstiti riuscirono a tornare qualche anno dopo. Nel 1877 a Rapa Nui erano rimasti solamente 111 abitanti, ridotti in condizioni di semi-schiavitù dai coloni europei.

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